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FONTE: www.corriereadriaticoonline.it
ANCONA - Andamento lento, anzi lentissimo. Anche il terzo trimestre del 2003 per l'artigianato regionale presenta, come già per il periodo precedente, un ulteriore aumento delle imprese artigiane in difficoltà, la cui quota supera ora il 41% dei casi, e con una ulteriore diminuzione delle imprese in miglioramento, scesa a poco più del 13%.
"L'andamento tendenziale dei livelli produttivi riferito alle attività artigiane manifatturiere e a quelle di servizio - dichiara Gilberto Gasparoni, presidente dell'Ebam - conferma anche per il terzo trimestre la profonda diversità che si era già evidenziata nei trimestri precedenti, con le attività manifatturiere che esprimono una situazione assai più critica rispetto all'artigianato dei servizi benché anche tra questi prevalgano i casi di peggioramento su quelli di miglioramento".
Le imprese con livelli di attività in diminuzione oltrepassano la metà dei casi nei settori delle calzature, del legno, dei mobili, del trasporto merci su strada.
Solo per quattro settori, sui 20 complessivamente considerati, si registra un prevalere dei casi di miglioramento rispetto a quelli di difficoltà: per l'artigianato dell'elettronica, per la cartotecnica-editoria, le costruzioni e i servizi alla persona. Stazionaria si presenta la situazione del settore dell'oggettistica d'argento.
La crisi, ha affermato Marcello Croci, vice presidente dell'Ebam, l'osservatorio patrocinato dalla Regione Marche, è pesante per tutti, sembrerebbe tuttavia connotarsi diversamente da settore a settore a seconda: del grado di esposizione settoriale alla concorrenza internazionale; della rilevanza di fenomeni legati a riorganizzazioni settoriali; del valore aggiunto delle lavorazioni svolte, che determina un maggiore o minore potere contrattuale delle imprese artigiane; della sensibilità della domanda al reddito, soprattutto in termini di impegno di spesa richiesto; per i servizi, del grado di "dipendenza" dal settore industriale o da settori industriali avvantaggiati da politiche pubbliche di sostegno. Nonostante le difficoltà, comunque, la spinta a mettersi in proprio nell'artigianato continua ad essere forte, tanto che nei primi nove mesi del 2003 sono nate 2.950 aziende a fronte di 2.580 cessazioni con un saldo positivo di 370 aziende portando l'artigianato marchigiano alle soglie delle 51.000 imprese con oltre 140.000 addetti.
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