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FONTE: www.corriereromagna.it
Ravenna - Facevano le scarpe al “Made in Italy”. E non solo in senso metaforico; visto che la Finanza ha sequestrato 15.270 calzature “per antinfortunistica” e 34.604 tomaie - importate da Romania e India - pronte ad essere utilizzate per la fabbricazione di stivaletti a cui, solo in una fase successiva, veniva posta la scritta che dovrebbe certificare la provenienza e sottintendere la qualità.In questo caso, però, tutto il processo produttivo non avveniva nel nostro paese, ma in nazioni dove la manodopera costa decisamente meno. A portare alla luce il tutto un’indagine della Guardia di Finanza, partita circa due mesi fa, e conclusasi con la denuncia del titolare della ditta proprietaria delle calzature.Tutto comincia quando i finanzieri in servizio al porto di Ravenna controllano un carico di tomaie proveniente dall’India e diretto a una ditta del Ravennate. Insospettiti decidono di avvisare i colleghi della Seconda Compagnia che, dopo aver visionato la documentazione contabile, si rendono conto che la ditta si limitava ad apporre solo la suola a scarpe che venivano in gran parte prodotte all’estero. Ma proprio sulla suola c’era scritto “Made In Italy”.La ditta, però, secondo l’accusa della Finanza, non avrebbe impartito nessun tipo di istruzioni di carattere tecnico sul processo produttivo, in pratica nemmeno il Know how era italiano.La successiva notizia di reato fornita dalla Finanza alla Procura, ha fatto in modo che venisse emesso un decreto di sequestro preventivo, firmato dal giudice per le indagini preliminari, che ha riguardato tutte le scarpe e le tomaie presenti nella ditta. Il titolare dell’azienda è stato denunciato per la violazione dell’articolo 4 della legge 350 del 2003.
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