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Inserito 29/12/2005 14.47.00
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...UN TEMPO erano le scarpe da ginnastica, la tutina da jogging, i vestit... |
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FONTE: www.iltempo.it
UN TEMPO erano le scarpe da ginnastica, la tutina da jogging, i vestitini da tennis. Poi sono arrivate le «tavole donn» per il surf, con colori più vivi, o più leggere e corte. Anche questa volta, sono le leggi del marketing, a far girare l'ago della bilancia a favore del gentil sesso. È l'epoca dello sci al femminile, visto che le donne costituiscono il 45% degli amanti delle discese e degli slalom. Così le marche di abbigliamento invernale hanno puntato sullo sci-chic al femminile proponendo materiali adatti alla morfologia della donna. Senza costi aggiuntivi. Un primo sforzo era stato fatto nel 2000 con uno studio su modelli specifici. «Il baricentro della donna e quello dell'uomo non sono gli stessi - spiega a Le Monde Fanny Caspar, responsabile dei prodotti sportivi femminili della marca Dynastar -. Le anche delle donne sono più aperte per la funzione riproduttiva e la parte bassa della colonna vertebrale spinge all'indietro». Se l'uomo, flesso sulle ginocchia, appoggia naturalmente sulla parte anteriore del piede, la donna, al contrario, si ritrova a cadere sui talloni, costretta a uno sforzo maggiore per mantenersi in piedi e in posizione diritta. Sono stati così costruiti degli stampi speciali in cui il baricentro è spostato in avanti di 1,5 centimetri. Inoltre vi è un tallone modellato nello sci disposto all'indietro con ganci sovrapposti più alti di 4 millimetri che proiettano la scarpa in avanti. Gli sci da donna sono generalmente più leggeri: pesano 3,2 chilogrammi rispetto ai 4,5 di quelli da uomo. E poiché le sciatrici hanno spesso più freddo ai piedi, c'è chi ha proposto una calzatura da sci, chiusa e senza il supporto della volta plantare per contenere naturalmente il piede. Alcune versioni la propongono anche con una suola adattata mentre certi scarponi da donna hanno il tallone rialzato. Nell'abbigliamento, invece, si punta alla sofisticazione dell'alta moda. Quest'inverno tute e dopo-sci si ispireranno alle collezioni autunno-inverno e le fantasie saranno impresse su tessuti sempre più tecnologici: antitraspiranti, antifreddo, con manicotti, gonne para-neve e cuciture termiche. Lo stilista Pucci, già nel 1947, aveva messo nella sua collezione una tenuta da sci precorritrice dei tempi. Oggi, 58 anni più tardi, la marca fiorentina si è associata a Rossignol per una collezione di una ventina di articoli destinati agli sport di montagna. «Il vestito da sci è un supporto interessante per le marche di moda che possono lavorare sulle fantasie e sui dettagli», ha sottolineato Carole Rampazzo, responsabile vendite delle Gallerie Lafayette. Quest'anno sono numerosi i creatori di moda che hanno dedicato spazio, nelle loro collezioni, a modelli specifici per la pratica dello sci: i fuseau con i giubbini blu elettrico di Eley Kishimoto per Ellesse; i cardigan in lana e poliestere con gambaletti para neve e giacche a vento bianche con spirali psicadeliche di Lacroix; i piumini, le sciarpe e i copri orecchie in visone della collezione neve di Louis Vuitton; i tessuti termici gore-tex e antiabrasione rivestiti di lana di Prada; la linea RLX di Ralph Lauren con decorazioni di piume sobrie ed eleganti e gli occhiali da sole di Channel, Dior, Marc Jacobs, Celine in abbinamento ai moonboots in cuoio marino, caucciù bianco e frange grigio screziato. I prezzi variano da 250 euro ad oltre 1.000 euro per capo o accessorio. |
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