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FONTE: www.ilmattino.it
LA LEGA DETTA LA SUE CONDIZIONI PER IL PACCHETTO COMPETITIVITÀ
Parte oggi, con il primo dei sei tavoli tecnici previsti, lo sprint finale verso il varo del pacchetto competitività venerdì in Consiglio dei Ministri. Ma non sarà una corsa senza ostacoli. L’ultimo, in ordine di tempo, lo ha messo ieri la Lega Nord. Se il governo non si impegna a sostenere in sede europea, già dal prossimo Consiglio Europeo di marzo, dazi e quote per difendere il Made in Italy dalla concorrenza di Cina e India, i rappresentanti del Carroccio venerdì voteranno no al pacchetto. «Ne abbiamo discusso oggi (ieri, ndr) a Milano con Bossi e con Calderoli» ha annunciato il ministro del Welfare, Roberto Maroni. I settori da proteggere dalla concorrenza sleale asiatica, secondo la Lega, sono il tessile, l’abbigliamento e quello delle calzature. Secondo Maroni, infatti, la Cina e l’India sono una opportunità di mercato solo per una fetta dell’industria italiana, ma «un grosso rischio, una grossa minaccia per la gran parte delle imprese italiane». Non ha dubbi la Lega: l’argomento dazi non può essere evitato in un pacchetto di misure sulla competitività . Il dossier per dimostrare le ragioni di questa posizione è già pronto e sarà consegnato ai colleghi giovedì sera, durante il vertice dei leader della Casa della libertà a Palazzo Chigi. Una riunione che tirerà le somme della maratona di incontri con le parti sociali. Si partirà oggi pomeriggio con il tavolo sulla giustizia. Domani in mattinata ci sarà quello sulle attività produttive; alle 15 si svolgerà l’incontro sul welfare e poi alle 19 è previsto il confronto su semplificazione e innovazione. Giovedì sarà la volta del tavolo su infrastrutture e ambiente a cui seguirà , alle 19.30, quello su ricerca e capitale umano. A chiusura ci sarà , appunto, la riunione dei leader della Cdl. Obiettivo: arrivare ad un testo quanto più condiviso possibile da varare il giorno dopo, in parte attraverso decreto e per il resto con un disegno di legge. Un testo che, dopo la tre giorni di incontri con le parti, potrebbe contenere anche delle novità rispetto a quanto illustrato la settimana scorsa dal governo. Come la rottamazione degli elettrodomestici, ad esempio, che ieri il ministro Marzano non escludeva. O «nuovi interventi per lo sviluppo della banda larga» auspicati dal ministro Gasparri. In ogni caso non sarà una passeggiata. Oltre ai paletti della Lega, anche i sindacati, come è noto, non sono propriamente soddisfatti. La ricetta dell’esecutivo viene giudicata inadeguata, fatta di «misure modeste» e «scarsamente innovative». E soprattutto dotata di risorse insufficienti. Ancora ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ribadiva le sue preoccupazioni, invocando «interventi decisivi»: «Se si dicesse davvero qual è la realtà , si capirebbe qual è la sfida che l’intero Paese ha di fronte». «La verità - aggiungeva il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani «è che la priorità per questo esecutivo resta sempre quella della riduzione delle tasse, mentre non emerge una politica industriale che sia degna di questo nome». E così la segretaria confederale Cgil Marigia Maulucci: «Il merito delle proposte ha uno scarsissimo contenuto innovativo e le risorse disponibili sono totalmente inconsistenti, e per giunta riciclate con partite di giro e mai aggiuntive». E anche una parte del mondo delle imprese non nasconde dubbi e perplessità . A lamentarsi, in particolare è il settore del turismo, che considera insufficiente la sola riforma dell’Enit prevista dal pacchetto |