Calze e collant crescono sbarcando nello sportswear
FONTE: larepubblica.it
Calzini e collant stanno un po’ stretti a Malerba. Con l’acquisizione del marchio Brigatti, una delle insegne storiche nello sportswear di lusso per Milano, che recentemente ha venduto il suo unico negozio di corso Venezia a Dolce & Gabbana, Malerba punta sull’abbigliamento e si avvia a diventare un gruppo multibrand. E’ quasi pronta la prima collezione Brigatti uomo e donna che sarà presentata a giugno.
Fino a un paio di mesi fa Brigatti era nel cuore della city milanese con una di quelle vetrine dall’eleganza classica e dal sapore esclusivo e molto snob. Era un negozio che durante i suoi 80 anni di storia si era sempre fatto fare prodotti esclusivi, disegnati appositamente. Partito come negozio di abbigliamento per lo sport, nel corso degli anni aveva dato più spazio all’abbigliamento casual, interprete di uno stile di vita al di fuori delle mode. «Brigatti come linea di abbigliamento propria nasce con noi – spiega Guido Scalfi, presidente del gruppo Malerba –. Vogliamo riproporre il suo lifestyle che ha sempre fatto riferimento ad un lusso sportivo non esibito». Questa prima collezione prevede lo sviluppo di un’ottantina di modelli unisex: giubbotti, blazer, pantaloni, gonne, maglie sia pesanti che leggere, camicie e accessori, dalle borse ai cappelli. Ci saranno tre linee: l’informale da città, il weekend e la riviera, cioè il tempo libero al mare e in barca. «E’ una fascia di mercato che non è presidiata da nomi italiani – spiega Scalfi – noi sottolineeremo l’italianità di Brigatti in ogni aspetto della collezione». L’obiettivo è di arrivare un fatturato di 7,7 milioni di euro per la fine del 2004 con una penetrazione nel mercato italiano e in quello medio ed estremo orientale. La distribuzione sarà gestita direttamente da Malerba. «Due mercati molto forti potrebbero essere Giappone e Usa» aggiunge Scalfi. Hanno già in programma l’apertura di un flagshipstore Brigatti nel centro di Milano che aprirà la prossima primavera. Sono entusiasti alla Malerba di questo progetto che viene disegnato da uno stilista esterno e sviluppato all’interno dell’azienda.
La divisione abbigliamento Malerba nasce vent’anni fa con la licenza Missoni Sport, con cui fino a qualche stagione fa la società era arrivata a fatturare 25,8 milioni di euro. «Dopo che Missoni ha ritirato la licenza per produrla e distribuirla in proprio – spiega Scalfi — Malerba ha deciso di prendere un marchio proprio». A completare le proposte dell’abbigliamento di Malerba è anche il recente contratto su licenza con Verri Sport, una collezione di nicchia in fatto di sportswear maschile che sarà nei negozi dal prossimo autunnoinverno e che in termini di fatturato nel 2003 dovrebbe riuscire a realizzare 5,2 milioni di euro.
Ad aprire il nuovo capitolo della società che prende le mosse dal lontano 1926 è Guido Scalfi, che dall’anno scorso ha in mano il 51% della società con un esborso di circa 10,3 milioni di euro, mentre la rimanente parte è rimasta alla famiglia Malerba. Il giovane imprenditore, che ha alle spalle un ricco curriculum di acquisizioni e ristrutturazioni, dal settore degli impianti di condizionamento a quello delle materie plastiche ed è proprietario e amministratore delegato di Jucker Spa, ha programmato un ambizioso piano di rilancio per Malerba.
Ma cosa c’entrano le calze con i condizionatori? «Lo spirito è lo stesso che ha guidato le mie precedenti acquisizioni – spiega Scalfi. In questo caso bisognava gestire un’azienda prestigiosa come Malerba, ma che era ormai un po’ appannata. E per risolverne i problemi era importante una ricapitalizzazione per fare un nuovo ciclo di investimenti». Essendosi occupato di tutt’altre aziende perché ha puntato gli occhi sulla moda? «E’ un settore molto interessante. Da una parte è abbastanza matura, ma ci sono molte aziende che stanno affrontando il problema della successione generazionale, per cui c’è un mercato quasi infinito per acquisizioni e integrazioni». Quindi continuerà la sua campagna acquisti nella moda? «Sì con realtà integrabili con Malerba». E Brigatti è stata la prima integrazione, con l’obiettivo di avere sul mercato due posizionamenti diversi, quello mass market di Malerba e quello di alto livello del marchio di abbigliamento. Ma prima di affrontare il rilancio sono stati riportati in attivo i conti di Malerba, con un utile ante imposte a 775 mila euro a fine 2001 rispetto ai 4,6 milioni di euro di perdite del 2000 e al rosso di 8,7 milioni di euro del ‘99. «Per quest’anno pensiamo di raddoppiare la redditività, ma con un fatturato che rimarrà costante» aggiunge Scalfi. Nel 2001 il fatturato consolidato è rimasto fermo ai valori dell’anno precedente con 51,6 milioni di euro. Che bilancio tira dopo un anno di gestione della società? «Ho trovato un’azienda che aveva grandi energie sul prodotto e confusione nella gestione, ma ho un’ottima collaborazione con i Malerba che sono persone di prodotto e di settore».