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Inserito 14/05/2002 21.16.33


 Prada prepara lo sbarco in Borsa
 
FONTE: ilsole24ore

C'è attesa negli ambienti finanziari internazionali per la conferenza stampa di Prada, annunciata per giovedì 16 maggio. Del "caso Prada" si è occupata molto anche la stampa estera, economica e non: domenica il Sunday Times, lunedì il Financial Times hanno dedicato articoli all'imminente quotazione in Borsa dei titoli della casa di moda. Ufficialmente la conferenza è stata convocata per parlare dei conti economici del gruppo, ma non mancheranno domande sul collocamento ed è quindi probabile che sarà per Patrizio Bertelli l'occasione di fare chiarezza sui tempi dell'Ipo. Secondo il quotidiano finanziario inglese, incontri fra Bertelli e i consulenti bancari per l'Ipo (BNP-Paribas, Deutsche Bank e Unicredito) sarebbero in programma già prima di giovedì, ma la società non ha commentato le indiscrezioni. In principio fu Mario l'artigiano Grande firma della moda e del lusso "made in Italy", il gruppo Prada Holding è guidato da Patrizio Bertelli, amministratore delegato e realizza vestiti, scarpe, borse, ma anche accessori (occhiali per esempio), profumi, creme di bellezza. "Direttore creativo" è la moglie di Bertelli, Miuccia Prada, nipote del fondatore Mario. Il marchio è ormai noto in tutto il mondo, reso famoso anche da attori hollywoodiani che si presentano a occasioni mondane rigorosamente vestiti Prada. Il marchio inoltre ha incrementato il suo prestigio e la sua notorietà, partecipando con l'imbarcazione Luna Rossa alla Coppa America del 2000 e organizzando anche la prossima sfida, che inizierà nell'autunno di quest'anno. I conti del 2001: ricavi in crescita del 5,4% Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada Holding, dovrebbe ufficializzare le cifre sui conti del gruppo nel 2001 nel corso della conferenza stampa. Si sa già che i ricavi 2001, cresciuti del 5,4% a 1.730 milioni di euro, dunque inferiori rispetto alla previsione di 1.750 milioni di euro annunciata a metà gennaio. Più in dettaglio, il marchio Prada è aumentato dell'1% a 1.202 milioni di euro, Miu Miu del 5,5% a 134 milioni e gli altri marchi acquisiti negli ultimi due anni - con l'ormai celebre shopping che ha fatto balzare l'indebitamento del gruppo a 1,2 miliardi di euro a fine giugno 2001 - del 21,2% a 394 milioni (con Fendi, ora ceduto ai francesi della Lvmh, consolidato per nove mesi). Sviluppo in tutte le direzioni A febbraio di quest'anno, durante una conferenza organizzata da Deutsche Bank a Milano sui marchi della moda, Bertelli aveva sottolineato che lo sviluppo del gruppo è avvenuto in modo "equilibrato" sia per categorie merceologiche sia per esposizione geografica: nel 2001, le calzature hanno rappresentato il 25% del fatturato, l'abbigliamento il 35% e gli accessori il 38%, mentre per aree l'Italia pesa per il 26%, il resto d'Europa per il 23%, l'America per il 22% e l'Asia-Pacifico (incluso Hawai) per il 28%. Crescita dell'8,4% nei prossimi due anni Secondo proiezioni di Deutsche Bank, per il periodo 2000-2004 la crescita media annua ponderata delle vendite del gruppo Prada sarà dell'8,4% (+9,5% per Prada-Miu Miu e +4% per gli altri brand, al netto dei cambiamenti nella struttura per acquisizioni o cessioni). Sempre secondo gli analisti dell'istituto di credito, nel 2000 il margine operativo del gruppo è stato del 12,8% rispetto al 17,7% del '98, a causa della diluizione provocata dai brand acquisiti: per Jil Sander l'utile operativo 2000 è stato del 9%, per Church's del 4%, per Fendi del 22%, mentre Helmut Lang e Azzedine Alaia hanno fornito un contributo negativo pari a 20 milioni di euro. Terzo a livello mondiale nella pelletteria Nello studio presentato il 26 febbraio da Deutsche Bank sul made in Italy si parlava anche di posizionamento dei marchi del lusso nel mercato mondiale. Nella pelletteria (i dati risalgono però al 2000) stravince Louis Vuitton con il 12,4%, seguito da Gucci Group e Prada Group con il 5,2% ciascuno: se si considerano invece solo il marchio Gucci e solo il marchio Prada, le quote sono rispettivamente del 5 e del 4,3%. Nelle scarpe, segmento in cui per Deutsche Bank il margine lordo è del 65%, in testa alla classifica internazionale c'è il gruppo Gucci con il 12,5%, seguito dal gruppo Prada con l'11,9%; se si considerano solo i due marchi, invece, Prada è in testa con il 7,5%, seguito da Tod's con il 6,8% e da Ferragamo con il 6,7%. Nell'abbigliamento, infine, il made in Italy è fuori dal podio: Ralph Lauren è in testa con il 5,9%, seguito da Hugo Boss Group con il 4,7% e da Donna Karan con il 3,9%.

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