Secondo l'Istat sono 199 con 239 mila unità manifatturiere e un totale di 2,2 milioni di addetti. I risultati della ricerca dell?Istituto per la promozione industriale.
Sono 199 i distretti industriali italiani, con 239 mila unità manifatturiere e un totale di 2,2 milioni di addetti. Sono questi i dati delle mappa dei distretti industriali tracciata dall'Istat. Una grande catena produttiva che è stata presentata oggi, alla presenza del ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano, dal presidente dell'Istituto per la Promozione Industriale (Ipi) Luigi Mastrobuono, che ha illustrato il volume "L'esperienza italiana dei distretti industriali".
Secondo l'Istat - ha spiegato Mastrobuono - i distretti
industriali sono 199, mentre secondo le rilevazioni delle
Regioni (13 su 20) il loro numero sarebbe 133. Rimane, nelle due indagini, un dato certo: il Mezzogiorno resta il territorio più arretrato anche per ciò che riguarda la creazione di queste realtà produttive integrate. Al Sud infatti - secondo
l'Istituto Nazionale di Statistica - sono attivi solo 15
distretti, contro i 59 del nord-ovest, i 65 del nord-est ed i 60
del centro. Un handicap, quello del Meridione, che potrebbe
essere recuperato attraverso la completa costituzione di 45
«quasi distretti», realtà produttive in corso di
consolidamento.
Mediamente - secondo la ricerca dell'Ipi - le unità manifatturiere che operano in questi circondari industriali
contano 9 addetti, dimostrando una volta di più la genesi
artigianale della maggioranza di queste imprese. In termini di
specializzazioni le più rappresentate sono quelle del
tessile-abbigliamento (70 distretti), dei prodotti per la casa
(37), della meccanica (33), delle pelli, del cuoio e delle
calzature (28), dell'alimentare (17), della carte e delle
attività poligrafiche (6). Mentre altri 8 distretti presentano
specializzazioni varie.
L'esperienza italiana dei distretti, ha sottolineato il
ministro Marzano nel suo intervento, costituisce un esempio
importante per i Paesi che si affacciano allo sviluppo.
Un'esperienza che da più parti viene richiesto di esportare.
Perchè i distretti sono - secondo il ministro - «un segnale di
vivacità» del tessuto produttivo «importante perchè lì si
creano sinergie, integrazione produttiva, sistema di filiera».
Per Marzano la formula garantisce «flessibilità ad adattarsi
al ciclo economico e, molti vantaggi delle Pmi si sposano con i vantaggi della grande industria». I distretti inoltre «fanno
massa critica, anche in termini di garanzie e quindi di accesso al credito» per la imprese minori. Per questo il Governo - ha concluso Marzano facendo riferimento soprattutto alla legge 488 - orienta i suoi incentivi verso i distretti. «Vorrei che fossero il più automatici possibile - ha detto - così da rendere meno personalizzati gli interventi».