RICCIONE - Si tirano le somme della stagione estiva anche nel settore del mercato ambulante. Il calo di turisti italiani e soprattutto, stranieri, le alte temperature, la diminuzione del potere d'acquisto, il sorgere di iper mercati nel territorio, la concorrenza dei venditori abusivi in spiaggia e l'arrivo in massa dei cinesi sul mercato dell'abbigliamento, sono gli elementi principali che hanno determinato un'evidente crisi nel settore del commercio ambulante. Dai dati della Confesercenti risulta in media un calo del 10%. "Quest'estate è andata male - commenta Adeliano Paolucci, presidente Anvad (Associazione ambulanti) di Riccione -. Tre i fattori principali che hanno determinato questa crisi: l'abusivismo in spiaggia, l'euro e un calo evidente di presenze turistiche specialmente straniere. Si vende solo merce cinese, materiale offerto a prezzi molto bassi. I cinesi da noi si sono inseriti nel mercato, specie con la vendita all'ingrosso, e 'volutamente' mancano i controlli a monte dove ci sono i grandi fornitori". Per Cesare Arlotti, operatore del settore dell'abbigliamento, il calo del commercio ambulante è stato determinato dal calo dei turisti e dal sorgere di grandi strutture che determinano la crisi del settore. "La gente spende meno perché si è resa conto del valore dell'euro - spiega Cesare Arlotti -. Chi ha il potere di decidere in questa città dovrebbe prendere lo spunto dall'ultimo piano commerciale, che risale al '99, che stabiliva il limite delle attività commerciali nei vari settore. Qualcuno però non si è adeguato alle normative che stabilivano che i Comuni avevano la facoltà di lavorare con il Prg. Qualcuno sicuramente non le ha neanche lette". "La gente sceglie il prodotto economico e gli incassi sono diminuiti rispetto alla scorsa estate - spiega Roberto Gennari, ambulante di calzature -. Gli stranieri, anche se diminuiti, non sono più i clienti potenziali delle scorse stagioni. Avevano l'abitudine di fare rifornimento prima di partire dalle vacanze, perché i nostri prezzi erano convenienti. Ora comprano l'indispensabile e cercano merce a basso prezzo perché la crisi è anche da loro". "Una stagione decisamente in calo rispetto all'anno scorso - esordisce Luca Concordia, ambulante di Riccione -. Abbiamo registrato un calo sia di gente che di spesa, in particolare a luglio e agosto. C'è poi il problema degli extra comunitari (cinesi) che aprono questi magazzini all'ingrosso e ormai ce ne sono una trentina nel circondario. Non parliamo poi dell'abusivismo commerciale che influisce moltissimo sulle vendite degli ambulanti. Pochi turisti stranieri, vu' cumprà che vendono sulla spiaggia. I nostri grossisti agli extra comunitari consegnano la merce senza fattura per cui possono giocare sui prezzi concorrenziali, mentre noi dobbiamo stare alle regole - il vero problema sta a monte alla distribuzione all'ingrosso" conclude sconsolato Luca Concordia.