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FONTE: www.lanazione.it
«Gli imprenditori sono intelligenti a non licenziare, perché così si potrà cogliere il momento della ripresa, quando arriverà». Chi si esprime così è Antonio Brotini, presidente della Confederazione europea dei calzaturieri, che raccoglie 14.000 imprese del settore dell'Ue più 10 federazioni di aziende dei paesi che entreranno nel 2004 nell'Unione di Bruxelles. Comunque la concorrenza è forte, soprattutto quella cinese. La Confederazione, nel corso della riunione tenuta a Parigi, ha infatti inviato al suo rappresentante all'assemblea del Wto a Cancun in Messico, il portoghese Costa da Silva, una lettera in cui si chiede di far presente i problemi rappresentati dall'aggressività dei produttori di calzature cinesi sui nostri mercati. Da Pechino sono arrivati, nei primi sei mesi dell'anno, circa 267 milioni di paia di scarpe, mentre ne sono stati esportati la miseria di poco più di mezzo milione. E' chiaro che sui prodotti di fascia bassa non c'è concorrenza con i prezzi cinesi, ma le cifre sono troppo divaricate. In pratica, dicono gli imprenditori europei, «la Cina falsa le regole del gioco in permanenza», anche con il non rispetto delle norme sociali e delle regole a tutela dell'ambiente.
«Allora — spiega Brotini — interventi a favore delle aziende servono per mantenere posti di lavoro messi a rischio da una crisi davvero pesante. Nei primi cinque mesi dell'anno, le nostre esportazioni sono calate del 17% all'interno dell'Ue e dell'8% fuori dall'Europa. Quindi è positivo che la Regione Toscana abbia deciso un finanziamento per i campionari innovativi, perché è agendo sul prodotto e sul processo produttivo che si possono marcare risultati. Con l'avvertenza che un ruolo importante lo gioca la ricerca e l'occupazione di nuove nicchie di mercato. In questo quadro a livello comunitario la Confederazione dei calzaturieri ha lavorato per ottenere da Bruxelles finanziamenti da assegnare alla produzione di scarpe su misura, un'opportunità ritenuta interessante. «Ma è chiaro che ci vogliono segnali forti di attenzione al settore della calzatura anche da parte del nostro governo».
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