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Quale futuro per la Moda italiana?
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11:16| L'analisi puntuale commissionata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana L’universo italiano della Moda, si sa, ruota attorno al pianeta del prêt à porter alto, accerchiato dai suoi satelliti, le piccole e medie imprese. Tuttavia, il sistema di equilibri che fino a poco tempo fa appariva tanto solido ora vacilla: i rapidi e complessi fenomeni di sviluppo economico che si verificano su scala mondiale condizionano fortemente questo settore. A questo proposito, la Camera Nazionale della Moda Italiana ha deciso di investire in un progetto di ricerca, sostenuta dalle aziende socie e da Centrobanca. Da questa alleanza di qualità e dal lavoro dell’azienda di consulenza Booz Allen Hamilton è scaturito il Progetto “Il futuro della Moda Italiana - L’innovazione dei modelli operativi”. “La scommessa - dichiara il Cavaliere Mario Boselli, Presidente della Camera della Moda - è duplice: si vuole identificare una strategia operativa che mantenga al massimo livello la produzione di alta qualità, e contemporaneamente delineare un modello che valorizzi i cromosomi culturali ed artistici nostrani, che garantiscono qualità estetica e funzionale”. Ciò significa continuare a puntare sulla produzione alta, favorendo però lo sviluppo di nuovi soggetti che si pongano in una posizione intermedia e che propongano a prezzi diversi una riedizione del ‘bello ben fatto’ ”. Lo studio messo a punto dalla Booz Allen Hamilton, esposto dall’Ingegnere Riccardo Lotti, mira a suggerire le strategie più adatte a raggiungere tali ambiziosi obiettivi. Punto di partenza è la considerazione della situazione esistente: il settore Moda subisce da tempo una pressione competitiva causata dal crollo delle barriere protezionistiche, che ha comportato l’insediamento in Italia di nuovi operatori che propongono prodotti di tendenza a prezzi contenuti, e dalla concorrenza di paesi che godono di manodopera a basso costo. Tutto ciò è rafforzato dal trend registrato sul fronte del consumatore, che accoglie con favore prodotti con contenuto moda anche nel basso di gamma. Le aziende che vincono nella situazione attuale, inutile dirlo, sono Zara ed H&M, le cui strategie sono state prese a modello nell’analisi. Tre sono i punti evidenziati: lo sviluppo capillare dei canali di distribuzione, la capacità di recepire i segnali del mercato, traendone una mirata pianificazione produttiva, e la velocità nell’adattare l’aspetto logistico ed operativo ai modelli innovativi continuamente proposti. E’ proprio questo il modello che, nelle intenzioni, dovrà essere applicato all’alto come al medio di gamma in ambito italiano: la qualità e la competenza, ancora inimitabili, verranno sostenuti in questo modo da una strategia gestionale di provato successo. Risulta essere determinante, in conclusione, non tanto e non solo il fattore prezzo, quanto la capacità di adattarsi velocemente alle esigenze del mercato e di proporre sempre, incessantemente, novità. Davanti a questo studio impeccabile rimane solo un appunto. Il successo nel campo della Moda è incatenato al messaggio stilistico che impronta la produzione e seduce il compratore. La certosina pianificazione aziendale è sicuramente indispensabile, ma deve essere sempre affiancata da un processo creativo e artistico che doni un soffio di vita ad ogni oggetto di moda. di Carlotta Toscano

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